Protezioni solari

Come abbiamo visto nell’articolo precedente, una buona protezione solare deve filtrare i raggi UV nella maniera più performante possibile per essere in grado di proteggere la pelle dai danni che l’irraggiamento solare può comportare come scottature, eritemi, fotoinvecchiamento, fotocarcinogenesi.

Vediamo ora come per formulare una buona protezione solare in genere si utilizzano più molecole diverse, in modo da ottenere un prodotto con effetti sinergici ottimali, in grado di proteggere al meglio la pelle dagli effetti dannosi dei raggi UVA e UVB. Ogni cosmetico che contiene filtri solari per proteggere la pelle dalle radiazioni del sole deve riportare in etichetta la chiara indicazione dell’SPF – acronimo per Solar Protecion Factor – ovvero il fattore di protezione che indica la capacità filtrante del prodotto nei confronti delle radiazioni eritematogene (UVB). Bisogna però non farsi ingannare dai numeri. È chiaro a chiunque che 30 è un valore più grande di 10, ma quando parliamo di protezioni solari basarsi su questo concetto non è corretto. Dove la normativa ha lasciato spazio, alcune aziende hanno commercializzato prodotti con numeri strabilianti; alcune fonti parlano di creme solari prodotte negli Stati Uniti con SPF 200.

LE LINEE GUIDA

Riportiamo qui le linee guida della Commissione Europea sulla pubblicità (etichetta) dei prodotti cosmetici solari:

SPF potrà essere espresso citando quattro classi di protezione: bassa – media – alta – molto alta e otto valori di SPF: 6 – 10 = bassa 15 – 20 – 25 = media 30 – 50 = alta 50 + = molto alta Dovrà sempre essere preferita la citazione della classe di protezione (ovvero bassa – media – alta – molto alta) e in subordine di importanza sempre il numero dell’SPF.

Ma perché la Commissione Europea si è espressa in tal modo? Semplice: per tutelare il consumatore, dato che il calcolo si riconduce alla quantità di raggi UV che vengono bloccati e a quando compare l’eritema (indice MED: indice medio eritematogeno) che per semplicare è 1/SPF.

In termini matematici: Un fattore SPF 50 fa passare 1/50esimo dei raggi solari (UVB)  pari a 2% Un fattore SPF 30 fa passare 1/30esimo dei raggi solari (UVB) pari a 3,3% Un fattore SPF 20 fa passare 1/20esimo dei raggi solari (UVB) pari a 5%

La tabella qui sotto indica chiaramente che le differenze di SPF da 30 a 50 sono minime, mentre da 60 a 100 sono poco significative e difficili da misurare.

Tabella Reduction Erithemal Radiation
Le differenze di SPF da 30 a 50 sono minime, mentre da 60 a 100 sono poco significative e difficili da misurare.

LE LEGISLAZIONI SUI SOLARI

Le più importanti legislazioni cosmetiche di riferimento sono: COLIPA (Europa) FDA (USA) AS/NZS (Australia) JCIA (Giappone)

È necessario prestare attenzione nel caso si stia utilizzando un prodotto di importazione, dal momento che spesso le normative non sono sovrapponibili.


Non sottovalutiamo mai l’importanza di una protezione solare

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